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A ROMA IL MURALE ANTI-SMOG PIU’ GRANDE D’EUROPA . Approfondimento sulle pitture ecocompatibili.


A sinistra: il murale "Hunting Pollution" all'incrocio tra Via del Porto Fluviale e Via delle Conce. A destra: l'artista Iena Cruz intento a dipingere la sua opera.

Si chiama “Hunting Pollution”, è a due passi dalla Piramide Cestia, ed è l’opera di street art “green” più grande d’Europa. Il murale, che porta la firma dell’artista milanese Iena Cruz, è stato inaugurato pochi giorni fa, il 26 ottobre 2018. L’opera è stata realizzata utilizzando una particolare vernice ecosostenibile capace di assorbire gli agenti inquinanti, purificando l’aria come un bosco di 30 alberi. Il tema dell'opera si ispira all’agenda delle Nazioni Unite e rappresenta un airone tricolore, specie in via di estinzione, che cattura la sua preda stagliandosi su un barile da cui escono neri tentacoli che simboleggiano il petrolio, responsabile dell’inquinamento della distesa marina circostante. Come spiega lo stesso autore, l’airone che sta “cacciando” in un mare inquinato, cibandosi di un pesce contaminato che lo contaminerà, a sua volta contribuirà a “cacciare” l’inquinamento da uno degli snodi stradali più trafficati della capitale.

Quest’opera rappresenta in qualche modo anche l’evoluzione della street art, considerata una forma d’arte ribelle, ai margini della legalità e spesso bandita: con questa nuova interpretazione che trova espressione in opere come “Hunting Pollution”, la street art si “nobilita” e si fa portavoce della lotta per la salvaguardia dell’ecosistema. Quindi, se vi trovate dalle parti del Quartiere Ostiense, vale la pena fare due passi verso il Gazometro per ammirare la più grande opera di street art rigenerativa del vecchio continente. Perché i trattati internazionali non bastano: serve risvegliare la coscienza e la consapevolezza individuale attraverso i piccoli grandi gesti quotidiani, come realizzare e ammirare un’opera d’arte creata con una pittura capace di dare vita ad un bosco anche dove non è possibile piantare alberi.


Ma come funziona questa vernice “anti-smog”?

  1. L’opera è stata realizzata con la tecnologia anti-smog di Airlite®, una pittura ecocompatibile inventata in Italia ed in grado di rimuovere le molecole responsabili dell’inquinamento atmosferico. A Roma è stata già usata, nel 2007, all’interno del Traforo Umberto I.

  2. Alla base di questa vernice mangia-smog c’è il biossido di titanio (TiO2), molto apprezzato per la stabilità chimica e l’assenza di tossicità Il principio di funzionamento è quello della fotocatalisi, un processo in cui, in presenza di un catalizzatore, si ha l’incremento della velocità di una reazione chimica attivata dalla luce (fotoreazione). Normalmente, l’ossidazione della maggior parte degli idrocarburi (tra i più abbondanti inquinanti primari presenti in atmosfera) procede molto lentamente in assenza di sostanze attive catalitiche. In questo caso chi agisce da catalizzatore è proprio il TiO2, che, in presenza di aria, umidità e luce, attiva un processo ossidativo che genera radicali idrossilici e ioni super ossidanti, altamente reattivi, che trasformano i componenti nocivi dei fumi di scarico -ossidi di zolfo (SOx), gli ossidi di azoto (NOx), l’ossido di carbonio (CO), le polveri sottili (PM10) e i composti organici volatili (COV)- in sali inerti -solfato di calcio (CaSO4), nitrato di sodio (NaNO3), carbonato di calcio (CaCO3) etc -. I prodotti di reazione si dissolvono poi con l’umidità e con la pioggia, trasformando le superfici esposte in veri e propri depuratori naturali. In più, tra le virtù dichiarate delle vernici mangia-smog, c’è anche la capacità di produrre un ambiente alcalino che sfavorisce la proliferazione di microorganismi.


Rappresentazione schematica del processo di fotocatalisi in cui il TiO2 "cattura" i componenti nocivi dei fumi di scarico e li trasforma in sali inerti.


Usare queste vernici? Si! ma con cautela….


Recenti studi, tra cui segnaliamo il lavoro di Truffier-Boutry, D., et al. 2017 ("Characterization of photocatalytic paints: a relationship between the photocatalytic properties–release of nanoparticles and volatile organic compounds" Environmental Science: Nano 4.10 (2017)) sulla struttura morfologica e la composizione chimica delle vernici fotocatalitiche basate su nanoparticelle di TiO2 ha però sollevato alcuni dubbi sull'efficacia di queste vernici nel combattere l'inquinamento atmosferico. Infatti, contestualmente alla decomposizione di alcuni inquinanti, la ricerca ha rivelato che queste vernici, a loro volta, generano e rilasciano altri composti tossici, come ad esempio la formaldeide indotta dalla degradazione della matrice organica presente nella vernice stessa. Inoltre i risultati dei test di invecchiamento artificiale effettuati su questi tipi di vernice hanno evidenziato l’emissione di nanoparticelle di TiO2 nell’aria, che potrebbero “inquinare” l’ambiente circostante.

Visto le potenzialità di queste vernici anti-smog, sarà necessario ottimizzarle e testarle al fine di valutarne correttamente i vantaggi ed i rischi che derivano dal loro utilizzo.


Questa nota è stata scritta da:

Eleonora Stefanutti Ph.D. in Scienze della Materia, Nanotecnologie e Sistemi Complessi ( Esperta di Fisica Applicata e di tecniche spettroscopiche e di imaging)Annalaura Casanova Ph.D in Biologia (Esperta di Diagnostica e di Tecnologia applicate ai Beni culturali)

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